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Rosa Panaro biografia

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ROSA PANARO
Biografia

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ARTISTI

Rosa Panaro incomincia la sua attività nel 1956 e, con materiali quali il cemento, la ceramica, i polimaterici, le resine, propone agli «Incontri della Gioventù» a Napoli nel 1957, alla «Mostra Naz. Giovanile» a Roma, e alla «S. Carlo», ancora a Napoli, i suoi risultati con successo.Allieva di Antonio Venditti all’Accademia di B.B. A.A., suggestionata dal grottesco del Maestro, compone figure vagamente mitologiche. Nel 1966, a Napoli, in «Donne e Ricerche nell’Arte oggi», presenta processioni mitiche. A Novara, nel 1977, nella Mostra «Oltre l’Avanguardia», presenta figurazioni del mondo della coppia.Negli anni Settanta incomincia a lavorare con la cartapesta. Nel 1971, a Napoli, alla «Mostra Progetti Europa» e nel 1974 alla personale con Mitilomania alla «Ganzerli» e nel 1975 in «Situazione Napoli ‘75», esprime, nella scelta della cartapesta, un lavoro estetico praticato nello spazio sociale.Le forme che essa ricava con forza si compromettono nella materia in immagini di «cose povere» - come ama chiamare la Panaro i suoi «Segni urbani-umani» -, in rievocazioni mitiche quali la recente «Lilith», e danno alle figurazioni in cartapesta un certo che di fragile che le rende più simili a parvenze che ad oggetti plastici. La cartapesta trova poi in Rosa Panaro un riscontro immediato nell’uso della terracotta. Le immagini che ricava dalla terracotta sono tratte dal mondo fittile delle ceramiche italiche, e questa sua ricerca sul mondo artistico preclassico segna per l’artista il tentativo di riappropriazione della cultura napoletana delle origini. Dal 1977 inizia la sua attività di gruppo con collettivi femministi. Le sue partecipazioni a Napoli nello, stesso anno alla Galleria «Amelio», a Bologna con azione itinerante sul «Vaso di Pandora», nel ‘78 alla Biennale di Venezia «Lavoro Nero - lavoro creativo» e sempre a Napoli «Dentro l’Arte fuori il Piatto» allo studio Ganzerli sono certamente condizionate dal suo partecipare al movimento femminista per la rivalutazione del ruolo della donna oggi.Rosa Panaro costruisce figure mitiche, bibliche quale simbolo della ritrovata coscienza dell’essere. Su questa linea di ricerca si pone partecipando nell’82 alla mostra alla Galleria «Colonna» di Napoli, dove le sue immagini plastiche, vedono senz’altro la donna riproposta al positivo, non come contrapposizione all’uomo ma come espressione della nuova posizione dialettica della donna nell’ambito della cultura contemporanea.Nella sua produzione più recente presentata nel 1981 a Venezia nella mostra « Pittrici per l’ottava festa della donna », nell’82 a Napoli «Quasi una Situazione» e nell’83 ad Amalfi in «Confronto in scultura». Rosa Panaro ha continuato a servirsi della cartapesta e della terracotta per le sue creazioni riuscendo, appunto, a non separare due fasi che appartengono a diversi momenti del suo lavoro: la quotidianità legata ai tempi popolari del ciclo delle stagioni (la pizza, i frutti) e il mito e l’archetipo, ma sempre rivisitati attraverso un’ottica femminile.Nata a Casal di Principe, vive e lavora a Napoli dove insegna discipline plastiche al Liceo Artistico.




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